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sabato 5 aprile 2014

Bologna- Il mercato vecchio

Mercato Vecchio, centro storico di Bologna, con le sue piccole botteghe, i suoi piccoli negozi, il tutto aperto su piccole viuzze ove tra bolognesi in cerca di affari e turisti con lo sguardo un pò perso in alcuni momenti non si va. Semaforo rosso di folla.Chi si ferma ad osservare verdure dall'aspetto quasi irreale per colori e perfezione, chi tenta un approccio di acquisto low-coast, chi solo incuriosito da tutto semplicemente  si guarda attorno, distaccato dal movimento, sta ben fermo, anche se è al centro del passaggio poichè  i pensieri sono troppo over!
Il sabato pomeriggio assume le sembianze di una giornata vuoi natalizia, vuoi pasquale, la festività che maggiormente ti attrae. Il bello che è sempre una giostra di vita. Le vetrine abbondano ogni genere di stupore alimentare. Non pensi, i problemi bruciano nell'aria divorati dall'accogliente benessere apparente. Nulla più appartiene a noi. È reale solo ciò che il momento proietta come un bel film dinanzi al nostro sguardo attonito, quasi ebete. Ci è vietato soffermarci su noi stessi, conta solo sperare in una vita diversa al tempo di un pomeriggio, dimenticando ciò che più va di traverso nel nostro quotidiano.

La gigante mortadella ci sorride in un invito di assaggio, i prosciutti penzolanti ci pesano indosso il leggero sapore profumato di una bella fetta da antipasto. Scivoliamo impacciati e goffi tra una bottega e l'altra, con la mano in tasca a guardia del portafoglio e la mente a caccia di un affare da poter raccontare.
Poi fermi lo sguardo, lo alzi piano sui balconi più alti dei vecchi palazzi costruiti a fine '800, sono ancora lì a vederci passare, avanti e indietro. Quante storie nascondono, quante vite serbano tra le loro pietre vissute nei decenni passati. Provo a vederli senza luce elettrica, a lume di torce enormi disposte ad ogni angolo, svelati al buio dal caldo colore di tutti quei fuochi accesi e la gente andare, senza via, a testa bassa, in abbigliamento misero, con sguardi sfuggevoli e impauriti testimoni di una vita dura, al limite della sopravvivenza.


 E loro, i palazzi, son sempre lì, a guardarci cambiare nell'aspetto, avvolti da un vestiario più consono ad una vita di benessere ma con uno sguardo stavolta indefinibile, senza solchi emotivi a definire lotte di vita. Dinanzi alla nostra brevità esistenziale loro appaiono guardie reali di una civiltà senza tempo dove ciò che conta è la lentezza di un gesto che possa firmare per l'eternità l'avvenuto passaggio di un respiro. Qui è la poesia ispirata da un centro storico ancora perfettamente presente, vivo, armonico nella sua grande bellezza.

Bologna - il centro storico medioevale rinasce


Il sabato il centro storico di Bologna è completamente off-limit a tutte le auto, a tutti i motorini, taxi, bus. Si può andare solo in bicicletta o, volendo, anche a piedi!
Finalmente!
Camminando ci si rende conto di non essere più perseguitati, noi pedoni, da alcun mezzo e l'aria, l'atmosfera assume un aspetto quasi alieno, impossibile ma vero. Stiamo camminando tutti ovunque, niente più strada contro marciapiede, stiamo vivendo un concerto cittadino e la folla è uno strano formicaio umano. Riscopri come il tempo sia scandito da secondi, riscopri il naturale lento passo di una camminata spensierata, scopri la vita accanto, di fronte, di spalle, riscopri la melodia di note echeggiare nell'aria, quasi a voler abbracciare tutti i presenti in un unico volteggio di danze asimmetriche in perenne sintonia.
La strada si veste di piccole magie, suonatori,saltimbanco, le finestre diventano i suoi occhi, i portoni le sue parole non dette,  i palazzi sentinelle silenziose in un sottofondo brulichio di pensieri umani.
Questa città improvvisamente mi piace.
Svoltando da Piazza Maggiore per via degli Orefici ti senti subito immerso in un tempo antico, il borgo medioevale con le sue variegate botteghe, i suoi viandanti attrezzati di curiosità e incanto.
Svariati odori ti rapiscono in fantasie multiple di ricordi, di piaceri olfattivi dai mille colori. Ti fermi ad ogni luce, all'orecchio non sfuggono frasi multilingue, sei un pò ovunque nel mondo al medesimo istante e lasci andare il desiderio di guardare, osservare, ascoltare, sentire.
Se pensi di non essere affamato improvvisamente ti sale una gran voglia di pane per il profumo delicato di una panetteria, di una fetta di mortadella che chiama da ogni vetrina, da una fetta di
salume appeso forse a testa in giù. Non puoi non lasciarti rapire da così tante vetrine con esposti enormi forme di parmigiano reggiano. Tutto irresistibile ma non sai se al palato oppure ad uno sguardo goloso di ambire ai molteplici sapori. In ogni angolo vieni attratto vuoi da un suono di trombe, oppure da un flauto peruviano, oppure dalle note di una chitarra elettrica.

lunedì 31 marzo 2014

La cooperazione nel mondo animale, compreso l'Homo Sapiens

Nella lotta alla sopravvivenza si pensava avesse la meglio il più forte.
Ultimi studi dimostrano il contrario. Una delle forze motrici più importanti nell'evoluzione è tutt'oggi rappresentata dalla cooperazione e l'uomo è risultato il maggior cooperatore.
Offriamo generosità indiretta basandoci sulla reputazione.
L'uomo è l'unico essere vivente provvisto di un linguaggio complesso e vive della sua stessa socializzazione.
A quanti sarà capitato nel periodo dell'adolescenza di essere stato isolato dai compagni per bullismo, burla o altro? La difficoltà dell'isolamento nasce dalla negazione di essere accettati da propri simili, impedendoci di socializzare, confrontarci con il gruppo, fare esperienze portandoci a farci sentire dei diversi, realtà spesso degenerate in eventi tragici.
L'uomo ha bisogno dei suoi simili, di poter godere di una certa reputazione, di essere conosciuto con una certa reputazione. Questa necessità lo porta spesso ad attivare gesti estremamente generosi.
Se siamo osservati, siamo maggiormente generosi.
Internet rappresenta l'apoteosi di questo concetto.
Se abbassiamo la nostra reputazione sui social abbiamo bassissime possibilità di recuperarla e ne subiamo invece a cascata  gli effetti negativi znella nostra vita reale.

Dallo studio effettuato dal prof.  di biologia e di matematica alla Harvard University Martin A. Nowak è emerso come la  cooperazione subisce dei cicli alternandosi con l'egoismo e l'individualismo per poi recuperare comunque sempre il suo stato altruista.

Anche gli animali cooperano. La leonessa allatta i cuccioli non suoi, gli elefanti appartenenti ad un gruppo allevano i cuccioli che hanno perso la madre, le formiche operaie cooperano per assistere la formica madre. Ci sono anche esempi di collaborazione esterna cioè con simili non appartenenti ad un gruppo seguendo il principio " io aiuto te e qualcun altro aiuterà me" è si è scoperto che i pipistrelli seguono questa strada di cooperazione.

Rimane abbastanza ignoto il meccanismo evolutivo degli ultimi secoli portato avanti dall'uomo e ch e ci stà indirizzando verso la distruzione delle risorse ambientali.
Si spera di essere vicino ad un ciclo altruista.


Vi Invito a tutti coloro che mi leggono a firmare la petizione su Change.org Fermiamo le stragi di 
animali in SudAfrica.

domenica 30 marzo 2014

I miei compagni di viaggio

 Vi presento Billy........11 anni, 10 passati sul divano!

 Vi presento Nexus, 6 anni.......tutti passati sul mio letto!
Vi presento Mr. Memeo.......18 anni, trascorsi a far fusa!

Mangiare carne - cosa succede al nostro corpo!

Il consumo di carne ha rappresentato da sempre un eccezione per la maggior parte della popolazione mondiale fin dai tempi antichi, in tutte le civiltà storiche.
La nostra società è lo sviluppo tecnologico, la conoscenza ma il conto da pagare è alto, molto alto.

Il risveglio della coscienza sociale per il naturale non è casuale.
È sotto gli occhi di tutti noi la conseguenza di un certo modo di vivere: ansia, stress, depressione, cancro e tantissimo altro.
Non mi dilungo su tale argomento, solo che ci ammaliamo troppo e spesso.
Voglio vivere bene?
Voglio vivere a lungo per godere di questa unica vita che mi viene offerta?
Voglio esagerare e poi venga quel che venga?

Ognuno di noi ha la propria domanda, trova la propria risposta.

Io voglio vivere bene e a lungo. Troppe meraviglie da vedere, da conoscere, figli da aiutare.
Ho deciso quindi di ascoltarmi di più, di mangiare meglio, di non voler essere nè depressa nè tantomeno stanca. Ho deciso di amarmi alla follia diventando quasi vegana, senza seguire un principio bensì solo il mio benessere.
Ogni tanto cado ma succede sempre meno.

Perchè no alla carne?
La carne è molto ricca di proteine che devono essere scisse in aminoacidi, se sono in eccesso questi ultimi vengono trasformati dal fegato in zuccheri e grassi.
Non sempre le proteine sono completamente scisse dall'intestino rimanendo quindi non digerite sotto forma di peptidi. Vagano in tale forma nell'intestino ed essendo arbitrariamente scomposte dagli enzimi intestinali risvegliano l'attenzione del sistema immunitario che le considera corpi estranei con il rischio di favorire malattie autoimmuni quali eczema, asma, celiachia.
Esiste in commercio un farmaco immunosoppressore, la rapamicina che inibisce il meccanismo mTOR, proteina specifica che attiva la sintesi di altre proteine all'interno delle cellule e si è scoperto che effettivamente allunga la vita delle cavie.
Il problema è che molte proteine stimolano appunto la mTOR ad attivare la crescita cellulare, e tanto più velocemente e maggiormente si cresce, tanto più i muscoli crescono e tanto più ci si invecchia.
Dunque, tanti amminoacidi, troppi amminoacidi  presenti nel corpo stimolano l'mTOR a produrre altre proteine per la crescita e non solo, l'mTOR è stimolato anche dagli zuccheri e dall'insulina.

Carboidrati - pane, pasta, riso- e proteine - carne- stimolando la crescita cellulare ci fanno invecchiare molto prima ma favoriscono in tal modo l'insorgenza di troppe complicazioni.
Troppe proteine favoriscono il loro accumulo intorno alle cellule provocando l'Alzheimer, il Parkinson, l'amiloidosi.

La differenza spesso la fa la misura, la quantità.
Consumare carne può andar bene per l'apporto di sostanze come la Vit B12, la carnitina, lo zinco, il ferro, la carnosina, ma per un consumo moderato che può essere di una volta a settimana per permettere all'organismo di smaltire, e così per pane e pasta che non bisogna dimenticare sono comunque degli zuccheri ed uno degli alimenti maggiormente scatenanti l'innalzamento dell'insulina.

La carne inoltre, acidifica il sangue.
Il PH del sangue deve rimanere rigorosamente entro un valore di 7,4  e per garantire ciò, quando si consuma molta carne l'organismo preleva dove trova le scorte di bicarbonato di calcio per mantenere in equilibrio il PH del sangue. Se le scorte di calcio non sono sufficienti vengono prelevate dalle ossa, altra causa di osteoporosi.

La buona alimentazione - l'ansia fa male al "cibo"!




Mi sveglio tutte le mattine alla stessa ora.
Vado a lavorare nello stesso posto, per le stesse ore, per le stesse cose, arrivandoci sempre per la stessa strada.
Una noia pazzesca lo ammetto, ma adesso il convento passa questo e io ho già sforato: ogni 2-3 anni cambiavo lavoro.
La grossa novità di questo lavoro attuale è l'assurdità degli orari: lo spezzato.
Penso siamo in tanti ad avere questo orario: 8:30/12:30-15:30/19:30, dal lunedì al venerdì, e siamo in tanti schiavi di un impiego che non ti lascia vivere.
Cosa mangio a pranzo, non ho quel tempo utile per preparare e mangiare.
Solo per mangiare mi serve almeno quasi un'ora perchè non mangio in fretta, perchè devo masticare se non voglio avere bruciori di stomaco.
E non sopporto tornare al lavoro con lo stomaco in piena digestione.

La sera ci provo a prepararmi il pranzo del giorno dopo ma sono troppo cotta anche solo per mangiare. Torno a casa mai prima delle 20:00, spesso alle 20:30.
Una buona alimentazione è difficile con questi ritmi, ho poco tempo e mi sale l'ansia del cosa mangiare, come mangiarlo.

La buona alimentazione funziona, viene in aiuto al nostro organismo sotto tanti aspetti e tra questi ho potuto constatare su me stessa, ci aiuta a controllare il nervoso.
Consumo la carne una volta ogni tre, quattro mesi. Non la cerco, non ne sento la mancanza nutrizionale e mi sento molto meno depressa e nervosa.
Il meccanismo esatto non sò se lo si conosce ma recenti studi confermano la non indispensabilità del consumo di carne per avere una buona alimentazione.
Frutta, verdura fresca di stagione, verdura cotta, legumi e cereali coprono abbondantemente la fame delle nostre cellule.
L'elefante si nutre solo di erba, anche la giraffa, anche il bisonte americano.
Non mi danno l'idea siano  mingherlini, deboli, piccoli, denutriti anzi, esattamente il contrario e sono molto più forti e resistenti dei carnivori.
Il leone, la tigre, la pantera, il leopardo, il ghepardo, tutti carnivori, tutti predatori dal fiato corto, con una bassissima resistenza alla corsa, provvisti di una forza fisica a tempo: sono più forti di una preda erbivora solo nei primi cinque minuti.
Se avete un cane sapete anche come ogni tanto cerchi di mangiare i fili di erba. Lo fanno solo per pulirsi lo stomaco e l'intestino perchè sono completamente sprovvisti sia degli enzimi come della flora intestinale per digerirla. L'uomo non è poi così attrezzato per digerire la ciccia.

La mucca è un erbivoro eppure gli allevatori la nutrono con mangimi non proprio composti di erba.
Sono molto pochi gli allevamenti dove le mucche mangiano erba e se la mucca si nutre di triturati di carne, ossa e altro, lei che è erbivora si ammala e anche la sua carne, anche se il veterinario dirà che è
sana.
Aggiungiamo poi gli ormoni somministrati per farle produrre più latte, gli ormoni utilizzati per far
crescere in fretta il vitello ed il gioco è fatto: addio salute prima per la mucca, poi per noi che beviamo il suo latte, mangiamo la sua carne etc.

Anche io pensavo che la legge mi difendesse regolamentando i prodotti ma non è così. Gli Stati vivono sull'economia, i governi fanno soldi con l'economia e coloro che emanano tutte quelle leggi a tutela del consumatore sfiorano spesso il limite a difesa della nostra salute perchè devono anche difendere i produttori ai quali interessano solo i profitti.
Una catena semplice, efficace, collaudata da decenni.

Ma voi sapete come vengono prodotti i succhi di frutta?
La frutta scartata, acida, ossidata viene tutta mescolata e lavorata e alla fine è come mangiare una
pesca andata a male, una mela diventata nera, una pera flaccida.
Bevete i succhi di frutta nei cartoni in formato familiare?
Vi siete mai chiesti come mai hanno quei sapori strani che spesso pizzichettano la gola?
Provate a leggere l'etichetta, un succo di frutta dovrebbe avere succo, acqua ed un antiacido ma non tanto di più. Ma io li evito lo stesso.
Il nostro organismo non è strutturato fisiologicamente per nutrirsi spesso di carne, anzi.
Le ultime generazioni sono molto più alte grazie proprio al consumo più frequente della carne ma sono più fragili, anticipano i mali dei genitori.



Abbiamo il potere di poter scegliere con l'acquisto.



sabato 29 marzo 2014

Ricordi- Carlo Cremona - giornalista stampa vaticana

Ho potuto frequentare una scuola superiore privata situata proprio di fronte ai Musei Vaticani.
La mia classe riusciva a vedere l'elicottero del Papa poco prima che atterrasse trovandosi solo un piano più in basso dall'altezza delle mura vaticane.
Non solo.
Ci divertivamo a contare la fila sterminata di turisti che ogni giorno, con tanta pazienza, attendeva l'ingresso ai Musei.
La mia compagna di classe era la figlia di una guardia del corpo di Woytiwa e puntualmente zingaravamo all'interno del Vaticano come fosse casa nostra, compreso la sala Paolo VI ed i Musei, salutando tutta la gendarmeria interna e le guardie svizzere........belle e affascinanti in quelle divise buffe e colorate.
E noi eravamo poco più che adolescenti.

Vivevo in una palazzina tutt'oggi di proprietà del Vaticano, in territorio extraterritoriale, composta di 5 piani con ascensore.
Io abitavo in mansarda, ultimo piano ovviamente, il giornalista Carlo Cremona abitava al piano sotto.

Un giorno, scendendo le scale me lo incontro e gli chiedo se ha nella sua libreria una rivista che mi serve per scuola.
Lui mi guarda, cerca la rivista senza trovarla poi, in silenzio mi dice:
Lo vedi questo capello solo solo sul mio capo liscio e deserto?
Io:
- certo, lo vedo si, è l'unico!
Cremona:
- e secondo te cosa ci fa tutto solo soletto sul mio capo?
Io:
- non saprei proprio dire, non lo sò!Che ci fa allora?
Cremona, serio e guardandomi negli occhi con il capello tra le dita:


- fa la guardia ai caduti!